Il termine preso a prestito dal vocabolario militare indica una strategia di marketing alternativa alle tradizionali che punta a ottenere grandi risultati con investimenti contenuti, attraverso incursioni “mordi e fuggi”.
Il termine Guerrilla Marketing fu coniato nel 1984 da Jay Conrad Levinson nel suo libro Guerrilla Marketing Secrets for Making Big Profits from Your Small Business. Secondo lo studioso americano lo scopo del Guerrilla Marketing è “raggiungere i tradizionali obiettivi di marketing attraverso azioni non convenzionali, a basso costo ma ad alto impatto emotivo”.
E a distanza di oltre vent’anni il Guerrilla Marketing si afferma più che mai come uno strumento non convenzionale, di grande efficacia e di costi contenuti, per sviluppare attività promozionali per “small budget”, o rivolte a “small communities” e micro target. E’ facilmente intuibile, quindi, anche il perché del termine “guerrilla”: la guerriglia è, infatti, la tattica delle forze militari più deboli in campo, che combattono l’avversario, solitamente più dotato dal punto di vista degli armamenti e del numero di unità, utilizzando attacchi a sorpresa, sfruttando la conoscenza del terreno, l’inventiva, il coraggio e la fantasia. Sebbene Levinson sostenga che il Guerrilla Marketing è particolarmente adatto alle piccole e medie imprese, che hanno generalmente a disposizione budget di marketing contenuti, in realtà oggi anche grandi gruppi, come ad esempio Nike o Sony, ne fanno ampio uso per promuovere i loro prodotti.