Ieri sera ho partecipato ad una discussione durante la Festa del Limone, una manifestazione che il mio amico Gabriel Razeto definì qualche anno fa "un esempio chiaro di economia solidale" - aggiungo io "senza fortunatamente o sfortunatamente questa etichetta". Dietro la cassa dove sto io tutte le sere insieme ad Uccio (neo pensionato) Luciano (pensionato da un po') passano tutti gli organizzatori/operatori tra cucina, servizio ai tavoli e al bancone, così capita spesso di fare due chiacchere.
A questo giro il tema era la pensione. Ci voleva una telecamera. Purtroppo vi dovrete accontentare del mio racconto.
Presenti tre pensionati - di cui uno neo da pochi mesi - un lavoratore dipendente che argomentava sul suo andare in pensione tra sei anni e me, lavoratore autonomo a partita iva nella cooperativa co-fondata.
L'inizio del dialogo verteva sul tema "ti l'ha o non ti l'ha la pension!" ovvero chi ha la pensione e chi no. Appurato come diceva Aldo che loro - ovvero quelli nati tra il 1940 e il 1960 sono orientativamente la generazione che ha visto i genitori senza pensione e ora i nipoti senza pensione (io ho aggiunto anche i figli), siamo passati al calcolo di quando poteva andare in pensione il dipendente di cui sopra. Per lui "a son sei anni e poi a ca'" quindi tra sei anni finalmente arriva l'amata pensione, mentre per gli attuali pensionati il conto non torna e lo fregano in questi anni cambiando la legge. Erano tutti molto al corrente delle norme della finanziaria - essendo tutti pensionati - e citavano "finestre" "regimi" "emendamenti". Quando ad un certo punto ci siamo messi a parlare di finanza e crisi finanziaria. Perché il dipendente con la speranza di meno sei alla pensione chiariva di aver lasciato il tfr un po' in azienda e un po' per sè per una pensione integrativa. A questo punto mi sono fatto avanti - da lavoratore, a detta di tutti i presenti, senza alcuna possibilità di vedere la pensione - per chiarire che i fondi pensione come ogni altro meccanismo finanziario sono una convenzione illusoria. Funziona cioè fino a che ci crediamo.
Uccio mi ha guardato sgranando gli occhi e abbiamo iniziato a dibattere. Io cercavo di fargli capire il principio attuale della moneta: la moneta é debito e il debito é la moneta. Un tempo il valore dei soldi era legato a qualcosa: almeno alle scorte di oro. Da Bretton Woods in poi il sistema non ha più un contraddittorio e l'illusione è diventata totale.
Il valore dei soldi come, nel dibattito di ieri, il valore del debito pubblico di un paese é oramai una forma di strano equilibrio degli inganni. Praticamente gli Stati - con la loro necessità di avere denaro per far, si suppone, convivere i loro cittadini tra di loro e con i cittadini esteri - emettono titoli di stato in cambio di liquidità. Quindi generano debito. Poi riescono a ricucire una parte di questo debito, se sono bravi, attraverso la raccolta delle imposte e altri balzelli da contabili. Lo Stato Italiano, con 1860 miliardi di euro di debito, non é che smette di spendere o di far spendere ai suoi cittadini e questa è l'illusione attuale del sistema monetario. Con 1860 miliardi di euro di debito paga le pensioni, paga gli stipendi, paga molte cose. Poi incassa anche qualcosina e la differenza tra incassi e spese si chiama disavanzo. Disavanzo perché in Italia é in rosso ovvero si spende più di quanto si incassa.
Al momento attuale quindi cosa succede: abbiamo 1860 miliardi di euro di debiti quindi nel mondo ci sono creditori per 1860 miliardi di euro. Tra questi creditori ci sono Stati Nazione, come la Francia, la Cina, gli Stati Uniti, la Germania, persone giuridiche, come le Banche private, e persone fisiche, come tutti quei lavoratori che ad esempio si fanno il fondo pensione con i sindacati perché é più sicuro e, il concetto di "è più sicuro" é che con quei soldi i sindacati hanno preso titoli di stato (per lo più Italiani).
A questo punto quindi sorge l'analisi che ha fatto vacillare per un attimo tutto il retro cassa della Festa del Limone: il fatto che i nati tra il 1940 e il 1960 prenderanno la pensione oltre ad essere un'illusione, perché realisticamente se noi nuovi lavoratori non riusciamo a mettere da parte contributi é impossibile pagare a loro la pensione, é un inganno. L'inganno di avervi detto "lavorate come schiavi o meno per trentacinque, quarantanni, lasciate perdere problemi politici, stragi impunite, casini vari, concentratevi su alzarvi la mattina alle 6 o alle 7 o alle 8 e tornate a casa a fine turno ... state tranquilli ... vi daremo un tot di potere (soldi) per ottenere ciò che credete opportuno di avere (beni - servizi) e poi il resto di quel potere ce lo teniamo per mandare avanti la baracca e darvelo tra trentacinque-quaranta anni".
E' vero questo?
Sì.
E' realistica la previsione.
No.
E' tutta una convenzione. Voi pensionati dovreste avere quel potere (soldi) fino alla fine dei vostri giorni. Dovreste. Ma dipende. Ad esempio dipende dagli accordi internazionali sulla moneta, dipende dalla stabilità del "sistema paese", dipende da un sacco di cose. Come il fatto che il sistema che avete creato per prendere la pensione era ingiusto, illusorio e ingannevole e ora chi lo sta pagando, ovvero io e tutta la mia generazione, da un lato non siamo in grado di sostenerlo dall'altro - vi dovreste augurare il più tardi possibile - siamo in totale capacità e possibilità di ribaltarlo perché a noi sicuramente non conviene.
Ecco perché Napolitano, questo grande presidente della repubblica pensionato dopo cinque anni di servizio ai banchi di montecitorio, dice "oggi più che mai un impegno di coesione nazionale". Lo dice perché l'illusione può finire e l'illusione è la più piacevole delle sensazioni, ma quando svanisce ti rendi conto di quanto sei stupido.