Cambiare - un'impresa solidale in tempo di crisi economica

Anche Mediaxion é in tempo di crisi. Questa parola la conoscono in pochi, nel senso primo del suo significato. Oramai "crisi" é "oddio la crisi", "maledetta crisi" e via di seguito. Ma "crisi" - come direbbe il padre della protagonista de "Il mio grasso grosso matrimonio greco" - viene da un termine greco che intende con esso la parola "separazione" "discontinuità" "momento di scelta".

 

Ecco questo senso della "crisi", quello dell'opportunità di "dover scegliere", é stato colto da Mediaxion e dal suo Consiglio di Amministrazione (CDA) - che nel nostro caso include tutti i soci lavoratori.

 

In un'impresa solidale si parla e lo si fa di tutto con molta franchezza. L'ultima riunione del CDA, lunedì scorso, abbiamo discusso a lungo e con molta sincerità dei nostri errori passati e di come "dover scegliere" un'altra strada.

Da lì abbiamo iniziato un percorso di rigenerazione di ciò che siamo, all'interno - cosa fondamentale per una comunità - di un percorso di rigenerazione che sta caratterizzando ognuno di noi.

Ha iniziato Stefano con la nascita di Caterina e di lì ognuno di noi é come entrato nella consapevolezza che il tempo stava passando e che le comunità economiche, come ogni altra organizzazione, non possono vivere in un'infinito "domani". L'idea di un compimento sempre visto nel futuro ha infatti il grande difetto di difendere il presente, ovvero ciò che siamo. E' come dire "non devo cambiare io, deve cambiare il mondo". Invece si cambia il mondo solo essendo nel mondo, facendone parte o, per meglio dire, prendendo coscienza di esserne parte.

 

Come pensavo stamattina, "é meglio stare insieme che avere ragione". Il senso di una ragione non serve a niente se non nella misura in cui ci mette nelle condizioni di condividerla quella "ragione" ed imparare che non é la nostra, ma é il nostro contributo al cercarla insieme.

 

Così siamo arrivati alla consapevolezza di dover uscire. Di dover incontrare il mondo ed in particolare i nostri mondi che professionalmente ci sono più vicini. Imparare in quei circuiti, investire in ricerca e sviluppo, e nella formazione.

 

Solo in questo modo possiamo cogliere il buono della "crisi", scegliendo la strada del rimettersi in discussione, puntando sul potenziare quel talento che ognuno di noi ha e solo con l'esercizio e la continua sperimentazione può esplicitarsi a pieno