Oggi sono arrivato tardi alla scrittura di questo post.
Pagina bianca, milioni di cose da fare e non so cosa scrivere.
Penso a questa settimana e a cosa é accaduto.
Lontano da me il disastro di Fukushima.
Meno lontano da me la guerra in Libia e le rivolte in Siria.
Ancor più vicino a Roma ministri che mandano affanculo alte cariche dello Stato, ministre che parlano dei loro flirt fedifraghi con altri rappresentanti del popolo, esponenti di partito che imitano cittadini che nel 1992 tiravano le monetine, Berlusconi che va a Lampedusa e dice "ho comprato una casa qui" "48-60 ore ed è tutto a posto" tanti applausi e nessuna monetina.
Nel frattempo io, questa settimana, ero parte di una riunione con giovani motivati che hanno voglia di fare rete e quindi unirsi, guardando oltre. Sempre nel frattempo gli amici delle associazioni per la memoria del Moby Prince iniziavano a diffondere le informazioni sulle iniziative di commemorazione: uno spettacolo teatrale il 9 aprile, la messa in cattedrale l'incontro in comune il corteo e la lettura dei nomi delle vittime il 10 aprile.
Tanto da dire. Poco tempo per farlo.
Ma un solo insegnamento: non ascoltare ciò che dico, guarda ciò che faccio.