Porno di Marylin Monroe. Come l'immagine registrata ci continua ad ingannare

Su Corriere.it leggo un articolo dal titolo "Marylin girò un film porno. All'asta per 500.000 dollari" sotto titolo "sei minuti in tutto, girati in bianco e nero nel '46 quando l'attrice aveva 20 anni. Offerte da tutto il mondo".

Clicco sul video di presentazione, con immagini di repertorio di Marylin Monroe ovviamente vestita, e poi vedo l'immagine di Marylin semi nuda su un letto. E' a colori. Probabilmente ritoccata. 

Poi vado su google e scrivo Marylin Monroe. Trovo moltissime foto. Quasi tutte patinate, fatte in studio. Solo una, probabilmente un fake, di lei da morta

questa riportata qui.  Marylin Monroe da morta

 

La cosa mi ha fatto riflettere. L'immagine catturata ruba l'anima, dicevano gli Indiani d'America, nelle fasi finali del loro sterminio, in quell'olocausto dimenticato che é stata la conquista dell'America, operato dagli emigranti europei. Questi ultimi fotografavano con una certa frequenza. Poco meno di quella con cui uccidevano chi si frapponeva ai loro desideri. L'immagine statica ha rapito l'essere umano. Indubbiamente ne é difficile restarne indifferenti. Pensare che possa esistere un modo per fermare il tempo e catturare l'attimo dev'essere stata un'esperienza molto intensa per chi é cresciuto al momento della sua sperimentazione e diffusione. Oggi si tende invece a considerare la fotografia come l'immagine video quale parte integrante della natura e della nostra vita sociale. C'è. Lo sappiamo. Le foto coi cellulari le facciamo quasi tutti. Te la posso addirittura mandare in un clic.

L'aspetto interessante di questa notizia di Marylin secondo me é il rapporto tra pulsione sessuale e realtà. Uno dei modi più chiari di rivelarsi dell'inganno é proprio il suo presentarsi come reale giocando sugli istinti e sull'esperienza del reale di cui siamo propri. Marylin era una bella donna, farmi vedere un video o una foto dove questa bella donna si mostra nuda attira la mia vista automaticamente. Mi inganna però. In un modo subdolo cui riconosciamo poco le conseguenze invece inevitabili. Mi inganna perché Marylin adesso é realisticamente polvere. Forse qualche osso. Se fossimo rimasti allo stato di natura nemmeno quello. Ma avendo creato le casse da morto, i loculi, il marmo, qualcosa resta rispetto all'azione naturale dell'ossigeno e dei batteri.

Il fatto che ora si venda un video porno di Marylin Monroe é molto post moderno. Qualcuno direbbe così. Altri starebbero ore a disquisire se è più post moderno o post post moderno o un'altra parola da coniare.

A mio parere é semplicemente ingannevole.

Vedi tramite un supporto, ad esempio il dvd, in grado di presentare su un altro supporto, ad esempio il televisore, l'immagine in movimento di persone che fanno sesso. In realtà lo facevano. L'hanno fatto. Addirittura nel 1946.

Le conseguenze di questo processo comunicativo, come sempre per gli esseri umani, sono sottovalutate. Prima facciamo, perché possiamo, poi semmai vedremo le conseguenze.

Io ragiono esattamente all'inverso. Un porno di Marylin Monroe per me é un inganno basato sulle nostre tecnologie e la nostra capacità di fregarcene di come realmente stanno le cose. Se solo per un attimo uscissimo dall'illusione di quella donna bella per come ce la mostrano ancora in tutte le immagini e entrassimo nella realtà di un qualcosa che non esiste più, di, al massimo, ossa e polvere, le conseguenze sarebbero diverse dal pagare 500.000 dollari per averne la proprietà di quelle immagini.

La capacità dell'essere umano di fermare l'esperienza, o credere di farlo, con l'immagine statica e poi con quella in movimento, nasce a mio parere dalla necessità di perpetuare l'illusione di vivere fuori dai meccanismi della natura in cui, nella realtà, nasciamo e cresciamo. Tramite l'enorme mole di immagini di Marylin viva, com'era, noi la stiamo illusoriamente "tenendo in vita" alimentando, ci diciamo, il suo ricordo. Non è così. Noi favoriamo la memorizzazione della sua immagine. Il ricordo é una cosa un po' diversa. Io posso alimentare il ricordo, che non a caso la natura rende sempre più flebile, di una persona conosciuta, di cui ho fatto esperienza diretta. Se Marilyn Monroe io l'ho conosciuta solo in immagini, alimento il ricordo di quelle immagini. Quelle immagini non sono Marylin Monroe. Sono immagini di Marilyn Monroe. 

Alla luce di questa devianza e passione per l'illusione gli esseri umani hanno a mio parere confuso il ricordo della realtà col ricordo della rappresentazione della realtà. Questo comporta inevitabilmente delle conseguenze, poco simpatiche. Se io sono certo di sapere chi era Marilyn Monroe perché ho letto biografie e visto sue foto, io sto dicendo una bugia. Io conosco le rappresentazioni di Marilyn Monroe, il racconto di esse, non di certo Marilyn Monroe. Noi non siamo le nostre rappresentazioni anche se siamo abituati a credere all'inganno al punto tale da giurare il contrario. Noi non siamo nemmeno l'immagine riflessa nello specchio. Noi siamo. Poi lo specchio riflette quel che può del nostro essere e noi vi identifichiamo una figura, finita, tratteggiabile e fotografabile. Il porno girato nel 1946 da Marilyn Monroe a ventanni sarà visto in dvd da ventenni del 2012 che magari potrebbero addirittura innamorarsi di quell'immagine così bella e sensuale che la natura di ha dato in migliaia di altre forme presenti, oggi. Però sogneranno Marilyn e magari qualcuno arriverà addirittura alla perversione di chiedere alla sua ragazza di mettersi come Marilyn o di truccarsi come Marilyn perché nel momento in cui ha visto quel video, Marilyn era davvero bellissima.