Val di Susa e democrazia

Oggi sono riuscito a leggere su InformareXresistere questo articolo

http://informarexresistere.fr/2011/07/08/vietnam-no-val-di-susa/ 

 

Il titolo dell'articolo é "Vietnam? No Val di Susa".

L'articolo é un report su quanto accaduto domenica scorsa vicino a Chiomonte.

Forse perché volevo esserci e non ce l'ho fatta o forse perché essendoci qualcuno a me molto vicino pensavo importante documentarmi su quanto accaduto ho letto con gratitudine l'articolo, ricco di materiale di documentazione video su quanto è successo.

Mi sembrava di rivedere Genova durante il G8. 

Questa cosa mi ha fatto riflettere.

L'Italia è uno Stato di diritto e in uno Stato di diritto il monopolio della forza è delle forze dell'ordine pubblico e dell'esercito. L'Italia, attraverso le sue istituzioni democraticamente elette, ha deciso di realizzare la Tav Torino Lione nonostante il movimento politico di base NoTav e le sue ragioni. Questa decisione democraticamente presa é sicuramente dovuta più a motivazioni di macro-politica e macro-economia che all'interesse mio, di una valle, dei suoi abitanti e dei tanti poliziotti e/o carabinieri schierati a difesa di quel cantiere.

Però è stata presa.

Uno dei problemi più grandi dei movimenti di base é proprio la capacità di raccogliere consenso sul dissenso verso gli effetti tangibili delle istituzioni e dimenticarsi della loro presenza nei sistemi che le generano automaticamente. Quando ad esempio ho sentito la notizia che molti feriti sono stati curati all'ospedale vicino a Chiomonte ho pensato a quanto questa notizia potrebbe aiutarci. Le forze dell'ordine pubbliche hanno avuto un conflitto con alcuni cittadini (minoranza politica di questa repubblica) e alcuni tra questi ultimi sono stati curati in un ospedale pubblico. In una stessa situazione c'è tutto lo Statalismo di questo paese: cittadino dissenziente verso le decisioni prese dalle istituzioni democraticamente elette si scontra contro la forza dell'ordine statale e finisce a farsi curare le ferite dall'assistenza sanitaria statale. 

Potremmo un giorno ribaltare questo processo e considerarlo in modo esattamente inverso? Potremmo cioè fare in modo che le comunità locali, parte di sistemi complessi intercomunitari in grado di fornire loro servizi sanitari avanzati e la tutela dell'ordine democraticamente deciso, si misurino democraticamente e poi accettino il volere della maggioranza nell'idea che rispettare la democrazia é rispettare anche il proprio diritto a poter un giorno essere la maggioranza di potere?

Io non difendo i poliziotti che lanciano pietre, nè tantomeno quelli che orinano sulla testa dei manifestanti. Io sono dell'idea che questa gente andrebbe mandata nelle manifestazioni con un numero sul casco ben in evidenza e che con prove evidenti di comportamenti del genere dev'essere sospesa immediatamente, processata e condannata nelle forme più consone al risarcimento verso chi ha subito direttamente il danno e la Repubblica in quanto tale. Perché penso che chi indossa una divisa pubblica ha una doppia responsabilità rispetto a chi non la indossa. Rappresenta se stesso e rappresentare la Repubblica.

Però sono forse loro il vero problema? Il vero problema é forse una schiera di persone caricate a molla, mandate a Chiomonte tutte vestite uguali, con caschi, manganelli, pistole, paraginocchia, maschere antigas perché "dovete difendere quel posto di interesse per questo paese"? Cosa mai ci possiamo aspettare da un esercito? Una carezza?

Io non credo alle convenzioni internazionali. Non credo all'illusoria convinzione di andare davanti ad un esercito ed essere trattato secondo un protocollo deciso da persone in giacca e cravatta. Come nella scena di quelle due donne davanti alla rete. Seriamente pensavano di poter cavare qualcosa di buono da quella situazione? Di ragionare? Oppure si stavano dicendo "fallo, sei giusta così, vai avanti" arrivando a prendersi un sasso in testa?

Se non ti piace lo Stato di diritto in cui vivi cerchi di cambiarlo dentro le istituzioni oppure te ne vai oppure sai di poter prendere quel che viene.

 

L'unico efficace sasso contro la polizia é unirsi politicamente con lo scopo di arrivare davanti ad una scheda elettorale e mettere la "x" in un simbolo che veramente ci rappresenta, scrivere il nome di chi veramente ci rappresenta, allora qualcosa veramente potrà cambiare.

In democrazia si partecipa e si vota. Chi vince guida. Chi perde segue e aiuta chi vince nell'interesse collettivo. Solo in questo paese malato si pensa sempre alle colpe degli altri e alle proprie virtù: vincenti o perdenti. Tanto per perdere sempre. Tutti.