Ogni generazione ha bisogno di maestri. Abbisogna di chi insegna mestieri, traccia la via, favorisce la naturale rigenerazione dei sistemi.
La mia generazione non ha maestri. I nostri maestri ci stanno cannibalizzando, abituati a cannibalizzarsi.
Ci stanno sbranando come hanno sbranato tutto il resto. Lo fanno col sorriso, chi lamentandosi, chi in silenzio.
I nostri non-maestri ci hanno lasciato un paese sul lastrico, cementificato fino all'inverosimile, un sistema economico non meritocratico, gerontocratico, sfiduciante e sfinente.
Ogni giorno, giorno dopo giorno, i nostri non-maestri ci mangiano, perché hanno finito di che cibarsi reciprocamente. Ci mangiano anche se siamo figli e nipoti. Lo fanno istericamente, con la convinzione patologica di essere né giusti né sbagliati, ma semplicemente "veri" e "realistici".