Una volta sono andato come cameraman volontario per la registrazione collettiva dell'abbattimento di un ecomostro nella zona di Reggio Emilia. Sono andato perché avevo sempre visto quel tipo di cose in tv e volevo vedere como era dal vivo una situazione così perché che sappia io quel tipo di cose in Cile non si fanno tramite l'uso di esplosivi. Usare esplosivi per abbattere un palazzo era veramente roba da tv, come la neve a Natale, perché in Cile il Natale e il capo d'anno sono in estate il che rende molto difficile il lavoro a quelli che in quelle date si vestono da babbo natale. Le demolizioni controllate, il white christmas e tante altre cose erano roba da tv, insomma, roba da primo mondo (come i monster trucks e quel tipo di americanate che pian piano permeano la mediatizzata cultura italiana).
La registrazione collettiva era un progetto di filmato opensource di cui io purtroppo non sono riuscito a vedere il prodotto finale, ma in realtà se io ero lì non era tanto per il video in quanto tale, ma per l'esperienza di presenziare a uno "spettacolo" di distruzione dal vivo, devo dire, con un'animo parecchio infantile. Abbiamo aspettato una mattinata per l'evento, tempo in cui abbiamo ricevuto una serie di istruzioni di coordinamento delle riprese e di sicurezza e abbiamo "ammirato" la mostruosità di quell'ecomostro: una sorta di gigantesco allevamento per polli fatto di calcestruzzo nel bel mezzo di un bosco.
Arrivato il momento eravamo tutti nelle nostre posizioni per riprendere nella maggior quantità di angolazioni possibili la distruzione del palazzo. L'abattimento era diventato una sorta di festa di paese, c'era tutto il mondo lì riunito per presenziare la fine del mostro, sia per motivi ambientalisti, sia per la stessa voglia (come me) di vedere finalmente come era una demolizione controllata dal vivo. Dopo il sorteggio del "privilegiato" cittadino che doveva premere il detonatore e il consueto rituale del conto alla rovescia il palazzo crollò in un modo inusualmente veloce il che ha un po' spiazzato tutti quelli che rano lì per fare le riprese.
Certamente non si trattava delle torri gemelle ma, almeno dal punto in cui ero io, il palazzo era già crollato prima dell'arrivo del suono, ovvero una botta strepitosa dovuta all'esplosione. Poi un'attimino di silenzio. Poi a smontare le attrezzature. Poi tutti a casa.
Nel viaggio di ritorno misteriosamente avevamo tutti la stessa sensazione. Oltre all'ovvietà (cioè, sono cose che s'insegnano al dams) della discontinuità tra rappresentazione cinematografica ed esperienza reale (tipico del cinema americano nel modo in cui vengono riprese e rimontate le esplosioni, le sparatorie ed altre sequenze di azione) ci era rimasta a tutti una sensazione strana. Per dirlo in poche parole: se questo era l'efetto di un piccolo cumolo di cariche esplosive in un palazzo, se la distruzione era così veloce, se il rumore era così assordante, se il potenziale distruttivo di quelle piccole carice era così assoluto, come sarà di terribile essere un abitante di un paese in guerra che deve subire un bombardamento? Qualche generazione fa in Europa si sapeva cos'era subire un bombardamento, ora no (per fortuna), ora quel tipo di cose si vedono solo -ogni tanto- nei telegiornali, un po' come la fame in Africa, insomma, anche quella è roba da tv, ma non proprio di primo mondo.
Poco fa il mondo a celebrato il fatto che l'ONU ha dichiarato l'illegalità delle bombe a grappolo, una delle armi più infami (ammesso che ci siano armi "nobili") che ci siano. I telegiornali hanno sottolineato la gioia del Papa per la notizia perché la chiesa è stata sostenitrice dell'iniziativa, ma alcuni non hanno detto che il governo italiano è stato l'unico a non ratificare il trattato. Si vede che quando la chiesa fa lobby in questioni "morali" (l'aborto, i profilattici, le unioni omosessuali, ecc...) è di un'efficienza che fa impressione, ma quando si tratta della proibizione dell'uso, fabbricazione e commercio di armi, misteriosamente l'apparato politico diventa parecchio più laico. Come mai? mistero della fede...
Il trattato è entrato in vigore il 10 agosto di quest'anno (grazie alla firma della Moldavia e il Burkina Faso) e queste armi non dovranno sono diventate illegali. Tra l'altro, già nel 1997 il trattato internazionale di Ottawa vietava l'uso, la produzione e il commercio di mine antiuomo. Siamo sicuri che in Italia non si producano più quel tipo di armi?

Commenti
oggi la grande guerra si fa con la tv
Bel post. Punto di vista chiaro e tondo, informazione piena e completa, riflessione equilibrata e pungente.
Vorrei solo aggiungere, Gabriel, che oggi la guerra, la piccola guerra, si fa con le armi a grappolo, i droni etc. e grande guerra si fa con la tv. La tv, in Italia, in Canada, ma anche in Cile, sta costruendo un nuovo tipo di uomo: l'"uomo intontito".
Anche in Cile, dicevo, dove la televisione ha per le mani un'occasione d'oro per mostrare tutta la propria potenza. Ci vorrebbe un nuovo Niccolò Machiavelli per mostrare artisticamente e scientificamente la logica di questo nuovo potere, ulteriore rispetto al potere statale.