Spesso capita di utilizzare software così detti gratuiti come ad esempio potrebbe essere Open Office (suite della Sun) o Drupal sistema open che permette di costruire siti web.
Ma la domanda che spesso mi sono fatto è "ma dov'è la convenienza per chi produce il software?" e "come si vive costruendo prodotti disponibili a tutti?"
Per rispondere a queste due domande bisogna conoscere la differenza tra Copyright e Creative Commons. Se il primo è un sistema di protezione delle opere dell'ingegno dalla riproducibilità il secondo permette la diffusione e condivisione libera dell'opera.
L'economia digitale dell’informazione presenta una struttura di costi differente rispetto ai beni materiali: produrre l’informazione costa ma, una volta prodotta, riprodurla e distribuirla presenta costi marginali, talvolta nulli.
Questo apre questioni tuttora irrisolte sulla diffusione, condivisione e distribuzione di prodotti dell'informazione che entra in conflitto con il Copyright ma che sposa in pieno la filosofia del Creative Commons.
Ma per ritornare alla domanda iniziale ma chi ci guadagna da tutto questo?
Se in un mondo economico che punta all'interesse privato è la domanda principale, la risposta è che ci guadagnamo tutti.
Un software sfiluppato da milioni di utenti sparsi per il mondo che danno il loro contributo nel condividere le proprie conoscienze è come dare al mondo "il reparto ricerche e sviluppo" più grande ed efficiente che ci possa essere.
Citanndo Thomas Jefferson "chi riceve una idea da me, riceve egli stesso istruzione senza diminuire la mia; come colui che accende la propria candela dalla mia, riceve luce senza oscurarmi” è forse il miglior modo di spiegare cosa significa diffondere attraverso la rete le proprie informazioni e conoscienze.
Il sistema funziona solo se ognuno di noi è disposto a condividere e non proteggere se siamo disposti a guadagnarci tutti o no.