Fino ad adesso abbiamo ragionato su come rendere il nostro ufficio maggiormente sostenibile e sulle buone pratiche da attuare per la riduzione dell'impatto ambientale sul luogo di lavoro, questa nuova rubrica si occuperà di "mobilità" e su come ridurre l'emissioni CO2.
Partiamo con il riportare i dati dell’Isfort, l’istituto di ricerca sui trasporti.
Nel 2006 il 56% dei nostri spostamenti è stato inferiore ai 5 chilometri e il 74% ai dieci. Percorsi talmente brevi da essere adeguati alla bicicletta. Un mezzo che non solo fa bene al pianeta, ma anche alla nostra salute, purché i rischi siano contenuti. Ma in città dove le esigenze di trasporto sono molteplici sembra delinearsi ancora un’altra alternativa, comoda e ecologica, al possesso delle auto: la messa a disposizione del mezzo di trasporto più conveniente dove e quando serve. Un servizio di mobilità che ci aiuti a scegliere, prenotare, trovare e pagare il meno possibile, la combinazione più comoda di mezzi per viaggiare, tutti i giorni per andare a lavorare e eccezionalmente per visitare amici o assistere al concerto. La proposta si chiama “Abbonamento alla città” ed è stata pensata a Milano nel fuoco della polemica sul ticket d’ingresso.
L’”Abbonamento alla città” mette volutamente l’accento sul servizio e sull’accesso, prevede un’integrazione tariffaria e funzionale dei mezzi pubblici (autobus, treni e metropolitane) e di quelli privati (autonoleggio, car sharing, car pooling, biclette). Il ticket resterebbe ma dovrebbe essere però calibrato sui mezzi: ad esempio chi continuerà a usare il Suv pagherà di più di chi gira coi mezzi alternativi.