In questo post voglio parlare di un argomento personale. Molto probabilmente non interesserà alla maggior parte di voi, ma credo che in qualche modo lo devo alle persone più vicine ed in particolare a me stesso.
Lo scorso anno iniziava una fase della mia vita molto dura che è sfociata in un malessere psicofisico che mi ha portato a intraprendere un percorso personale all'interno di me stesso.
Ad un anno di distanza voglio condividere questo percorso affascinante e duro. La volontà di questa rivelazione non sta nel condividere il dolore ma nel donare la cura.
Sul dolore posso riassumere brevemente in un elenco di sensazioni: insonnia, tachicardia, affanno, giramenti di testa e brividi.
Qui metto il punto, non mi va di approfondire ne di tornarci sopra, ma voglio solo ricordare per sapere da dove sono partito e dove non voglio più tornare.
Sulla cura vorrei invece parlare di rivelazioni.
Partiamo dalla prima che fa da spartiacque tra un pensiero psicologico consolidato ed un pensiero nuovo: l'uomo non nasce malato ma sono i rapporti interpersonali che lo fanno ammalare.
Questa è la prima rivelazione ,la prima goccia di speranza e la luce che ha illuminato il mio cammino verso la guarigione.
Quindi la seconda rivelazione, recuperare la propria nascita per imparare a stare bene, questa seconda rivelazione è concatenata alla prima. Il bambino nasce sano ed istintivamente cerca il rapporto inter umano, infatti cerca il seno della madre come oggetto del desiderio e dal rapporto che farà con esso e dallo svezzamento costruirà le basi per la sua indipendenza.
Potrei continuare parlando di giusta distanza, negazioni, immagini , inconscio, identificazione, rapporto uomo/donna ed altre bellissime cose che ho conosciuto e riconosciuto in me, ma non voglio fare un trattato di psicologia.
Ho imparato tanto e ogni settimana metto un mattoncino per consolidare le basi della mia crescita, non mi vergogno di questo ne di essere stato male ne di percorrere un strada ripida.
So che è duro lottare costantemente contro se stessi ma so che è possibile farlo e so che i rapporti che costruisco con gli altri sono alla base del mio benessere, so che la felicità e la serenità e un rapporto collettivo e non personale.
Ringrazio coloro che leggeranno questo post perchè molto probabilmente sono le persone più vicine che a loro insaputa hanno contribuito al mio benessere, saranno molto probabilmente amici lontani che hanno dato il via a questo processo, la mia famiglia, amori nuovi, amici di lavoro etc...
Concludo con un aforisma di Herman Hesse: "Nulla è più pericoloso e mortale per l'anima che occuparsi continuamente di sé e della propria condizione, della propria solitaria insoddisfazione e debolezza."
Questo è ciò che mi accade tutti i giorni, ma a differenza del caro Herman non riesco più a vedere una morte ma una nascita e crescita continua.
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Bravo!
e grazie
Tommi