Qualche settimana fa nella rivista Internazionale ho trovato una bellissima inchiesta sugli aiuti economici da parte dei cittadini statunitensi verso i coloni israeliani che occupano i territori palestinesi.
Da una parte il governo americano sostiene l'irregolarità degli insediamenti ebraici e promuove uno stato palestinese in Cisgiordania, dall'altra sovvenziona i coloni israeliani con soldi dei cittadini americani.
Sono alcune organizzazioni religiose che raccolgono donazioni a favore degli insediamenti ebraici. E non è tutto perchè il fisco americano accorda sgrafi fiscali a chi fa queste donazioni.
I soldi raccolti sono principalmente per le scuole, per l'agricoltura vinicola, per le sinagoghe e centri di aggregazione giovanili ma non solo. Purtroppo servono anche per l'acquisto di mirini per armi, cani da guardia, giubbotti antiproiettile e alloggi.
Negli ultimi vent'anni circa quaranta associazioni americane hanno raccolto oltre 200 milioni di dollari a favore dei coloni israeliani.
Sono stata in Palestina cinque anni fa, e ho trovato davanti a me un territorio da una parte militarizzato che spaventa e ti rende succube e impotente con casette residenziali, scuole e giardini. Dall'altro un territorio povero, che giornalmente non ha accesso all'acqua potabile, che ha scuole fatiscenti e bambini che giocano tra la polvere. Mi sono chiesta leggendo l'inchiesta di Internazionale quale sia il popolo da sostenere, a chi destinare il risultato di una raccolta fondi. Io non ho dubbi, quello palestinese.
Mi informerò se le mie donazioni sono detraibili fiscalmente, nel caso alla prossima dichiarazione dei redditti detrarrò le spese.. Forse anche questa è una guerra a chi raccoglie più soldi e non a chi pensa ad una vera soluzione per i due popoli che ormai convivono con le armi e con la paura che l'altro potrà sempre sparare per primo.