Facebook non sempre è di nostro aiuto!

Classe 1924. Chiamati alle armi nel novembre del 1943.
Mio nonno aveva solo diciannove anni e tanta paura di partire per una guerra che non condivideva. Un giorno andò dal dottore del suo paese, uscì con alcuni referti che certificavano un falso problema cardiaco, con una sigaretta in bocca e si fermò a prendere un caffè. Mio nonno, che non aveva mai fumato in tutta la sua vita. Il dottore gli aveva prescritto caffè e almeno cinque sigarette al giorno. Un mese dopo avrebbe avuto l'incontro con il medico militare per un eventuale congedo.
Il medico militare guardò le carte, mio nonno non aveva nessun tipo di problema fisico. Lo fece correre per tutto l'edificio poi lo visitò. Era sano come un pesce, non poteva essere riformato.
Le sigarette e i troppi caffè non lo avevano aiutato.
Classe 1990. Chiamati al militare nel novembre 2010.
Molti dei ragazzi israeliani di soli vent'anni non vorrebbero arruolarsi. Sono giovani, molti studiano e non hanno voglia di turni massacranti, di addestramenti e orari troppo stancanti. Vogliono essere riformati. Vogliono vivere la loro vita. Trovano il modo di evitare la leva soprattutto dichiarandosi ortodossi. Gli incaricati di arruolare i giovani gli credono e li riformano. Ma qualcosa li tradisce. Facebook, il social network con più di 400 milioni di iscritti in tutto il mondo. Sei ufficiali esperti in social network sono stati assunti dall'esercito per smascherare i ragazzi che non vogliono arruolarsi.
Mille ragazze sono state scoperte che avevano mentito sulla loro religione. Le ragazze avevano pubblicato sui propri profili facebook immagini in cui mangiavano in ristoranti kosher, accettavano inviti falsi per feste del venerdì sera e lavoravano il sabato mattina.
In Israele il servizio militare è obbligatorio e dura tre anni per i ragazzi e due per le ragazze.
Se mio nonno avesse avuto la fortuna di essere riformato nessuno lo avrebbe “smascherato”.
Migliaia e migliaia di utenti sono nelle mani di Facebook e così forse anche una parte del loro futuro.
Sfruttiamo le potenzialità di facebook ma ricordiamoci che tutti possono vedere quello che stiamo facendo!