Siamo affascinati dall'oro, da quello che rappresenta, dal suo colore, dal suo valore ma ci siamo mai fermati a pensare come viene estratto? Dove viene trasformato e lavorato?
L'Italia è il primo Paese trasformatore d'oro in Europa e il secondo in tutto il mondo. Siamo noi che lanciamo collezioni, moda e tutto quello che serve di ispirazione agli altri Paesi nella creazione di gioielli, abiti e collezioni.
Il Ghana invece è il più importante fornitore d'oro e insieme al Sud africa il maggior estrattore.
Ma abbiamo un'idea di come avvenga l'estrazione dell'oro? In Ghana l'oro è gestito quasi esclusivamente dalle multinazionali che pagano quote irrisorie allo stato del Ghana e hanno in concessione decine di migliaia di chilometri di territorio. Sembrerebbe però che nelle miniere legali almeno la sicurezza dei lavoratori ci sia, ovviamente i problemi ambientali sono gravissimi. La deforestazione è una pratica normale così come l'avvelenamento delle falde acquifere. 
Il vero problema sono le miniere illegali. L'estrazione dell'oro è pericolosissima per l'ambiente e per le persone. L'illegalità dei minatori, costretti a lavorare senza adeguate misure di sicurezza, è la loro sopravvivenza. Lo sfruttamento del lavoro minorile è altissimo, molti bambini vengono utilizzati come manodopera per l'estrazione dell'oro. Inoltre per poter estrarre l'oro serve il mercurio che purtroppo viene maneggiato dai lavoratori e viene assorbito dal terreno. I danni che l'estrazione produce al territorio sono irreparabili e le miniere gestite da multinazionali sono circondate da reti metalliche e polizia, che spesso spara sui minatori illegali che riescono ad introdursi nelle zone recintate. Il livello di pericolo è alto e le morti di lavoratori illegali non si contano.
Quando l'oro arriva in Italia per la lavorazione e la vendita al dettaglio, il consumatore non sa e non saprà mai che il bellissimo collier che acquisterà, non solo ha inquinato irreparabilmente l'ambiente ma ha distrutto intere famiglie che vivono nell'illegalità per la sopravvivenza.
Non esiste una certificazione per la filiera produttiva dell'oro e intanto che le nostre gioiellerie si riempiono di oro scintillante qualcuno non troppo lontano da noi lavora senza sosta per il mercato illegale.