Una giovane legge antimafia

Sono passati quindici anni dall’approvazione della Legge 109 voluta fortemente da Don Ciotti, Presidente di Libera.
La legge di iniziativa popolare, raccolse allora più di un milione di firme e prevedeva un riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie. Era una vera e propria richiesta allo Stato di prendere una netta posizione, di schierarsi con chi della lotta alle mafie aveva fatto la propria bandiera. 

I cittadini chiedevano infatti che i beni confiscati dallo Stato ai boss fossero restituiti alla comunità e fossero utilizzati per scopi sociali.
Don Ciotti pubblica i numeri: dall'entrata in vigore della legge sono stati confiscati 11.152 beni. La regione con più beni confiscati ad oggi è la Sicilia, seguono Campania, Basilicata, e in ultimo la Lombardia.
Questo dato ha stupito molte persone che hanno pensato alla mafia come ad un fatto del profondo Sud. Ma non è così, alla regione Lombardia sono stati sottratti ben 957 immobili e beni.
Ma come tutte le buone leggi, anche la 109 è stata soggetta a critiche, soprattutto da parte di alcune forze politiche. Recentemente infatti è stato approvato un emendamento che permette di rivendere all’asta i beni sottratti alle mafie. I boss, più o meno in carcere sorridono e acclamano il nuovo emendamento che gli permette eventualmente di ricomprarsi i beni venduti.
Tutto questo ha suscitato una forte mobilitazione della società civile che subito si è attivata nella raccolta di firme affichè l’emendamento non fosse approvato. Ma la mobilitazione non è bastata e l'emendamento è stato approvato. Il Governo ha comunque creato un’Agenzia nazionale per la gestione dei beni confiscati. Speriamo che questa nuova istituzione sia in grado di velocizzare le procedure che portano al sequestro, alla confisca e all’assegnazione del bene che un tempo doveva appartenere alla mafia.

A noi non ci resta altro che sperare che questa ottima legge non sia più toccata e che ogni anno si possa festeggiare la data del 7 marzo come una grande vittoria su tutte le mafie.