Tecnologia ed emozioni

La mia passione per l'immagine viene direttamente dalla fotografia, appena ho avuto i soldi necessari, da ragazzo, mi sono comprato subito una reflex Konica, con la quale ero sicuro di poter fare quello che con la vecchia macchina di mio padre, con l'otturatore che scattava da solo, casualmente, non potevo fare.

Ovviamente, non capendoci nulla, non sono mai riuscito a farci nulla di buono.

Non riuscivo mai a fare il fuoco, avevo così paura che mi tremasse la mano che usavo sempre diaframmi ampi e tempi velocissimi, l'iperfocale non sapevo neanche cosa fosse, e portare ogni rullino a sviluppare mi causava sempre una fitta allo stomaco, cosichhè mi vivevo i 4-5 giorni che mi separavano dalla consegna con un ansia incredibile.

Allora magari mi compravo un obiettivo zoom, il proiettore per diapositive, che ovviamente non ho più da circa 25 anni ma in compenso ho uno scatolone di diapositive, alcune delle quali neanche mai viste...

Nulla, continuavo a fare delle foto brutte, che non mi dicevano nulla, che mi vergognavo anche a far vedere.

Ovviamente, avendone la possibilità mi sono appassionato poi al cinema ( parlo di 16 millimetri, e spesso più come proiezionista in situazioni avventurose che altro) e poi ai video.

I corsi di del mitico Jo all'exemerson, la 500 usata come dolly, Fitzcarraldo proiettato nel piazzale dell'Indiano, sono i miei ricordi e infine sono diventati la mia passione.

Solo che ieri, 20 luglio, oltre dovermi ricordare di un ragazzo genovese di nome Carlo, mi sono ricordato che 17 anni fa quel posto, dove mi ero appassionato al cinema, era stato sgomberato.

Sono andato a vedere se avevo qualcosa...

Trovato.

2 o 3 foto, le ho subito postate e taggate su FB.

Con una macchina veramente scarsa, con scarse capacità oviamente, ma quelle foto ancora oggi raccontano un sacco di cose, anzi oggi ne sono orgoglioso più di quanto ne fossi allora.

Oggi usiamo reflex digitali, telefonini, telecamere hd, stazioni di montaggio grandi quanto un portatile.

Forse però la tecnologia non è così importante, forse uscire dai nostri uffici, dalle nostre case e riempire di nuovo le piazze e viverle ci può rendere il piacere di usare una vecchia reflex a pellicola, e avere la santa pazienza di centellinare ogni scatto e aspettare una settimana per vederne il risultato.

Ammetto la mia avversione per tutto quello che è veloce, sia nel preparare che nel digerire, tanto è vero che non leggo mai i giornali del giorno stesso ma dei giorni precedenti, hanno un altro gusto, spesso ci regalano un giorno in più di ottimismo...