Milano: Ultima giornata di riprese

Tre giorni dopo Giacomo siamo a Milano. E' l'ultimo giorno di riprese prima della giornata dove i protagonisti vedranno in anteprima il documentario e quant'altro il progetto Ventanni produrrà per loro. Arriviamo in Stazione Centrale. Scendiamo e prendiamo la metro fino a Duomo. Usciamo e con il nuovo cellulare regalato da Francesca riesco ad orientarmi per arrivare in Corso Porta Vittoria, allo Studio Bardazza. "Quanto ci vuole?" chiede Andrea preoccupato. Poco. "Sci ma poco poco o poco chilometri?". Ridiamo. Poco. Passiamo da piazza Fontana. Dico ad Andrea: questa potrebbe essere una copertura. "Perchè". Perché qui c'è stato l'attentato di Piazza Fontana, vedi la lapide? "Ah. E cosa c'entra col Moby Prince?". C'entra. Perché é un'altra strage irrisolta di questo paese. C'entra perché come la gente passa indifferente davanti a questa lapide, così la gente passa indifferente davanti alla lapide del Moby Prince. Centoquaranta nomi ed età non valgono più di qualche sguardo. E questo può non essere un problema. Per me le lapidi servono a poco. Bisognerebbe scolpire nel cuore. Il marmo é freddo. Le parole sono fredde. L'emozione é calda e rimane. Comunque non importa farla, é anche al buio "quello non é un problema. Era peggio se era mezza all'ombra e mezza al sole".
Arriviamo davanti al Palazzo di Giustizia. A pochi passi da Piazza Fontana. Riprendiamo un barbone con una piccola fisarmonica intento a suonare "Bella Ciao" e imprecare con i passanti quando non gli danno la moneta attesa. Sulla facciata del Palazzo di Giustizia di Milano due grandi teloni con tre volti. In una trasmissione, mi pare Annozero, dissero chi erano. Ambrosoli. Poi altri due. Non ricordo. Tre uomini e una bandiera. Un barbone a cantare Bella Ciao, passanti e un edificio enorme, veramente brutto, grigio. Palazzo di Giustizia. La giustizia grigia diciamo.
Poco più avanti c'è un passaggio. Sotto questo passaggio c'è lo Studio Bardazza. Angelo é lì. Mi viene a raccattare fuori perché ho mancato il passaggio. Gabriele non l'ho sentito io. Nemmeno lui. Gabriele arriva. "Scusami Gabriele non avevo capito ti dovevo chiamare". "Lascia perdere é Angelo". Ridiamo. Iniziamo a fare coperture nella sala dedicata al Moby Prince. Ci sono cartine, tutta la documentazione, un grande tavolo bianco ed un monitor a cinquanta pollici a parete. Angelo fuma fuori. Gabriele Bardazza mi spiega le ultime evoluzioni dentro. Stanno ricostruendo in 3D tutto lo scenario. Hanno fatto una copia veramente impressionante del Moby Prince con tutte le caratteristiche distintive. Possono anche far variare condizioni metereologiche e ritrovare esattamente le condizioni del cielo del 10 aprile 1991. Appurato tutto questo cosa emerge? "Emergono una serie di punti. Si confermano le tesi secondo cui le ricostruzioni giudiziarie fatte finora sono sbagliate tecnicamente. Ci sono proprio delle incongruenze logiche". Ok. "Poi é chiaro come finora ci sia stato un problema evidente legato alla rotta del Moby Prince. La rotta utilizzata durante il processo é evidentemente diversa da quella reale perché se solo ti metti oggi con google earth e tracci una linea dal punto di uscita dalla Vegliaia e segui quella rotta vai a sbattere su Capraia e su Punta Polveraia. Semplicemente quella rotta é quantomeno poco plausibile. Poi c'è la parte relativa alla posizione dell'Agip Abruzzo. Ti faccio vedere un documento andiamo di là". Arriva Angelo. Ascolta. Ci segue. Lui tutte queste cose le ricorda a menadito. E' una specie di enciclopedia del Moby Prince lato giudiziario. Se Loris é il museo vivente della vicenda Moby Prince lui é una enciclopedia tecnica del caso Moby Prince. E' come se avesse azzerato tutti i ricordi emotivi e si fosse concentrato esclusivamente su quelli tecnici. Quando ti parla chiede sempre se "ti ricordi" se "capisci" se "hai capito" perché sa che parla di dettagli talmente sottili da essere, per gli ignoranti, quasi incomprensibili. Mentre Gabriele cerca il foglio Angelo parte "fagli sentire gli audio". Gabriele asseconda. Avrebbe preferito una spiegazione lineare ma "é Angelo". Gli racconto allora del viaggio in Sardegna e del lancio delle rose. Lui guarda dall'altra parte "non sono ... sai io su queste cose non ci sono ... per me quelle sono cose da fare quando é finito tutto ... quando si ha la verità ...". Intanto é stato importante. Sai c'era un ufficiale che ci ha raccontato di essere una sorta di superstite perché fino a quindici giorni prima si doveva imbarcare con la Moby Prince. "Dai. Come si chiama?". Non lo so. "Ah". E' bastato quello. Questa semplice cosa ed era già scattato. Magari poteva sapere. Magari poteva parlare. "Ma perché siete andati con la Corsica Ferries?". Perché Loris e Giacomo non prendono la Moby "Ecco queste sono cretinate ...". Come cretinate? Non vogliono dare soldi ad Onorato "Ah ecco per questo sì ... pensavo ..." Pensava per le carenze della Moby Lines. Pensava perché pensa che questa delle carenze della Moby Lines sia un'ossessione di Loris. Sbagliava. Capita. "Ma Loris cosa fa?" Strana questa domanda. "Nel senso continua ad essere appiattito sulle posizioni della magistratura?". Sorrido. Guarda Angelo te lo spiego. Se c'è una cosa che spero faccia questo documentario é farvi vedere quanto in realtà su tanti aspetti dite le stesse cose ma da due punti di vista diversi. Loris non è assolutamente appiattito sulle posizioni della magistratura. "Ah. Davvero? Perché sembrerebbe ...". Sembrerebbe da cosa? "Non so. Sai anche sulla riapertura ...". Loris ha semplicemente detto che la magistratura ha fatto quanto ha sentito di fare ma le é mancato più coraggio. Direttamente a De Leo ha precisato come si sarebbe aspettato più coraggio ad esempio nel verificare bene le perizie sui corpi circa il tempo di vita a bordo che tutti sanno essere stato ben superiore a quanto finora dichiarato dalla magistratura. E De Leo gli ha risposto "Loris hai ragione. Ma quando io ti ho detto che tua sorella ha vissuto due ore in più a te cosa ti ho fatto se non dare altro dolore. Il reato é prescritto". Una vampata invade i capillari del viso di Angelo. Queste sono quelle cose che gli rinverdiscono sistematicamente la forza di non mollare "De Leo ha detto questo? Ma ti rendi conto? Ti rendi conto di cosa ha detto. Guarda non vado oltre perché mi stai registrando ... ma ti rendi conto? Ma secondo te é possibile che un Procuratore Capo dica una cosa simile? Ecco perché é bene essere andati via da Livorno. Quando abbiamo riaperto anziché andare a cercare le cozze nel fondale se avessero fatto quanto chiedevamo noi ... vai a vedere cose concrete ... cose concrete dico io: guarda le pale del timone sono state trovate a 30 gradi a dritta mentre il timone in plancia é stato trovato a sinistra. Quindi é evidente che c'è un'avaria. C'è stata un'avaria. Torna a vedere il materiale così ..." Interviene Gabriele "guarda di una cosa sono sicuro. Tu vedi queste carte? Ecco non è che la verità sia da un'altra parte. C'è già tutto scritto o quasi. Bisogna soltanto leggerle e studiarle con attenzione. Concentrarsi sugli aspetti più evidenti e meno evidenti. Per esempio questo é il foglio di cui ti parlavo. Come saprai la posizione ufficiale dell'Agip Abruzzo é stata tirata fuori nel 1997 nel processo per capire era in zona lecita o illecita. Ora noi siamo a fare questo lavoro non per parlare di lecito o illecito ma per ricostruire cosa é successo. E ci siamo accorti che la posizione é nelle immagini e riprese video. Alla fine sono oltre un centinaia le posizioni citate dell'Agip Abruzzo, poi la Commissione ne dà sei e poi diventano quattordici quindici. Con banali operazioni di trigonometria capisci dov'era effettivamente la nave. E' vero si é spostata, ma certamente anche se si fosse spostata senza salpare l'ancora si sarebbe trovata in una posizione che, quando ripresa dalla telecamera alle sette del mattino, certamente stava non dove poi é stata dichiarata essere ... la discriminante era dentro o fuori dall'area di divieto di ancoraggio e pesca ... la verità é scritta nei documenti in tutte le perizie ... a pezzettini ... semplicemente si tratta di prendere tutti questi pezzettini e renderli coerenti ... in questo momento le verità processuali sono incoerenti ... la posizione ufficiale data nel processo dell'Agip Abruzzo é data dalla famosa nave Lybra, una nave militare italiana in zona il giorno dopo. Ecco questo é il foglio con cui la nave Lybra dà la posizione ufficiale dell'Agip Abruzzo. Come vedi non c'è scritto un nome di un comandante, niente ...". Vedo il foglio: c'è scritto a mano qualcosa. Manca una firma. Manca tutto. Praticamente lo potrebbe aver fatto chiunque un foglio così. Effettivamente il sospetto é legittimo. "Poi guarda. Uno degli argomenti molto dibattuti è la nebbia". Angelo irrompe "che non c'era". Gabriele lo corregge "non é che non c'era ... c'era qualcosa che sembrava nebbia e ha avvolto la petroliera ... ma non era nebbia nel senso meteorologico del termine. Noi abbiamo testimoni che parlano di fumo, dopo la collisione. Poi testimoni che parlano di una nuvola biancastra prima, a quindici minuti dalla collisione. Non io ma questi due ammiragli che sono stati sentiti dalla Procura di Livorno hanno presentato questa relazione, guarda ... qui si legge: ...". In breve i due ammiragli, con tanto di fogli excel di calcolo, presentano la loro versione dei fatti alla luce delle loro deduzioni. La nebbia vista da molti testimoni prima della collisione era vapore acqueo sprigionato dall'Agip Abruzzo a causa di un banale guasto del sistema elettrico della petroliera. I due ammiragli hanno calcolato che anche solo un banale guasto in pochi minuti avrebbe generato un volume di vapore acqueo tale da coprire l'intera petroliera ed ometterla alla vista. "Ora guarda. Questi ammiragli depositano in Procura a Livorno questa relazione e la Procura richiede ad un altro consulente delucidazioni su un'altra questione legata all'Agip Abruzzo. Non c'entra niente con questo problema. Il consulente cosa fa?" Scrive palesemente "l'impianto elettrico della petroliera era in perfetto funzionamento". Come se mi chiedessero come va a casa e io rispondessi: a lavoro tutto bene. E' evidente che c'è qualcosa che non va. Perché o il consulente non ha capito la domanda, oppure l'ha capita bene ma sa di dover dire altro. Se poi vediamo chi lo finanzia questo consulente scopriamo su internet che fra i finanziatori c'è l'ENI, quindi la SNAM, quindi la compagnia dell'Agip Abruzzo. "A distanza di ventanni ancora basta una relazione che segnala un dato del genere e immediatamente si attivano per affossare quella linea di verifica della verità". Secondo sospetto legittimo.
Alla fine però Angelo si parlava di te e Loris e delle diverse ricostruzioni. Appurato che Loris non é appiattito sulla procura, ma pensa che i colpevoli definiti dalla sentenza di appello: Onorato, Albanese, Superina debbano finire sul banco degli imputati e processati in modo corretto perché questo tipo di reato non è prescrivibile, tu su questo sei d'accordo? "Certo. Hanno delle responsabilità, la questione é però capire con precisione il perché i soccorsi non sono arrivati, perché l'Agip era lì e perché il Moby Prince gli è andato addosso". Certo. E tu che idea ti sei fatto? Cioè voi che idea vi siete fatti alla luce di queste analisi e quant'altro. Tu hai sempre quell'idea del Moby Prince che tornava indietro in porto? "Ma no. Quella non é un'idea mia. Quella é un'idea di Fedrighini" Perché se il Moby tornava in porto e il comandante non l'ha segnalato sarebbe un problema. "A parte che non é tenuto a segnalarlo subito ... il punto é un altro: il Moby Prince é stato trovato con il mozzo delle eliche a 30 gradi a dritta mentre il timone era a sinistra. Questo significa secondo noi che c'è stata un'avaria al timone. Siccome la nave ... guarda ... - Angelo prende un oggetto per riprodurre la dinamica dell'incidente - se la petroliera è stata colpita a dritta e io il timone l'ho a 30° a dritta significa che il Moby Prince passa la petroliera poi ha un'avaria e poi si infila così sulla dritta, sulla destra".
Quindi questa é la tua teoria.
"Certo". Scusa ma al processo non ti avevano detto quella storia che non poteva essere che il Moby Prince tornasse indietro perché mancava il tempo materiale per fare la virata ... "non é vero, ma se abbiamo dimostrato con i periti di Southampton - specialisti in ambito marinaresco - che la curva di evoluzione del Moby Prince é di centoquaranta secondi, quindi per fare quello che ha fatto ci vogliono settanta secondi". Quindi "l'avaria é avvenuta prima, i passeggeri sono stati messi in sicurezza prima della collisione e il punto fondamentale é la famosa telefonata del pane ... quella a Livorno Radio ... quella é una bufala inventata di sana pianta per dire che nel traghetto era tutto pronto ... per questo chiediamo la perizia sul bobinone del canale 16 ... il Moby Prince chiama Livorno radio due minuti prima della collisione ... loro registrano tutto ... vanno sul 61 ... e parlano. Poi dopo quello che é successo hanno detto che il Moby Prince ha fatto una chiamata per sentire un fornitore del pane e secondo me questo é un falso. Lì stava succedendo qualcosa ... c'era qualcosa che non andava bene ... quella telefonata lì non era per il pane ... io credo che o era un ufficiale che chiamava ... qualcosa o qualcuno per dire sta succedendo questo ... era una telefonata non so per cosa ma non per il pane ci metto la mano sul fuoco ... lì cosa succede ..." Sì dimmi "lì c'è stata l'avaria ... il timoniere la cremagliera del timone é a sinistra ... ma l'elica era a 30 gradi a dritta ... quindi in settanta secondi dopo l'avaria tu sei contro la petroliera ... in settanta secondi ...". Ma perché secondo te l'hanno ... perché non soccorrerli? "Proprio per quello: cos'è successo? stiamo facendo traffici il Moby é coinvolto hanno visto non hanno visto facciamo bruciare tutto ...". Gabriele "hai sentito il canale 16? non é vero che nessuno chiama il Moby Prince ... quando l'avvisatore chiama la capitaneria ... poi dopo l'operatore, la prima cosa che fa, é chiamare il Moby Prince ... non so se hai presente il passaggio ..." Angelo "fagli sentire il passaggio ...".
Angelo é di profilo, dietro di lui un monitor grande con una traccia audio. Angelo conosce quella traccia audio quasi a memoria. Da tredici anni ha in macchina dodici cassette con inciso quanto la procura gli ha dato del bobinone del canale 16, il canale di emergenza in mare, cui sono rimaste tutte le registrazioni ufficiali di quella notte. Le sente durante i viaggi verso Livorno, Gabriele mi dice anche quando vanno a giocare a basket insieme. Le sente spesso. Molto spesso. Parte l'audio e Angelo mi dice "senti: questa é la motonave Nervi che chiama questo qui ... che é il Theresa ... ha la stessa voce ... e la chiama per dire che cazzo stai facendo che mi vieni addosso ... questa nave che gira intorno a Gorgona e questo senti ... What do you want? e poi senti ... i'm turning around ... sto' girando in tondo ... noi gliel'abbiamo detto: ti rendi conto che mezzora prima della collisione c'è questo che sta andando in cerchio vicino alla Gorgona e la motonave Nervi e gli dice cosa stai facendo? ... quello é il Theresa, la stessa voce, quel pezzo di merda là ... faceva traffico ... si stava avvicinando a Livorno ... immagina che giri c'erano in porto quella sera ..." Quindi l'idea che ti sei fatto é che la capitaneria sapeva ... "La capitaneria sapeva tutto ... chiaramente le altre navi non sapevano niente". Quindi per te ci sono degli omissis ... "noi il bobinone non sappiamo com'è ... sul bobinone nonostante abbiamo richiesto non so quante volte la perizia" Gabriele "cosa c'è nelle altre dodici piste, una c'è il timing, sulle altre non c'è registrato niente? Nessuno ha mai scritto sulle altre piste non c'è scritto niente ... é sempre stato detto trasferiamo la 21 82 il canale 16".
Sentiamo la registrazione di quel momento. Da venti minuti prima. Si sentono benissimo registrazioni di francesi "Costa Azzurra" dice Angelo. Si sentono benissimo solo qui. "Lo capisci perché vogliamo analizzare questo bobinone?". Certo. "Nessuno ci vieta di pensare che sia un audio messo sopra ... questo bobinone ... non sappiamo se è stato manomesso o meno ... ". Oramai non si fida di nessuno. Gabriele "però ci dobbiamo attenere a quello che abbiamo". "Sì ma io mi ricordo: quelli di Livorno si erano fatti le cassette per loro ... poi lo hanno dato". Sentiamo il passaggio "the Passenger Ship". "Ecco questo é il Moby che sta chiamando". Quindi per te é il Moby Prince che chiama. "Sì in inglese quando chiami".
"Perché poi la rada si sente così bassa? Se sei schermato senti basso altrimenti senti alto". Sì poi Superina lo senti bene. "Neanche tanto...". Lo senti meglio del Moby, aveva un problema alla radio. "Certo". Arriva "Livorno Livorno Radio Moby Prince Moby Prince". Angelo mi guarda "ecco senti: questa non è la voce di uno che chiede il pane. Ora senti, si sente debolissimo ... gli dice 6 ... 1 vado ... e qui siamo a due minuti prima ... due minuti e venticinque prima ...".
Silenzio. Stiamo in silenzio. La traccia radio scorre. Un minuto. Entrano i francesi "Ship ...". Angelo "è troppo troppo chiaro ... Genova radio ... senti si sente Genova radio ...".
"Prima della Procura si sentivano queste cassette ... giravano ... fatte da Livorno Radio dove sentivi anche le sedie che si muovevano ... se l'erano fatte loro per loro ...".
Arriva il pezzo "chi è quella nave ..." e Angelo lo ripete con la stessa intonazione. Poi aggiunge "chi è questo? Rolla? Chi é"?". Le casse propagano il May day del Moby Prince. "Moby Prince Moby Prince May day may day siamo in collisione siamo entrati in collisione prendiamo fuoco ...".
Perché dice "siamo in collisione prendiamo fuoco. Perché nel momento della collisione non hanno preso fuoco". Angelo mi guarda "perché ce l'avevano prima si vede ... si vede l'aveva prima". Quindi il fuoco sul Moby c'era prima.
"Senti ora. Ecco l'avvisatore ... l'avesse detto qui cos'è successo l'avrebbero cancellato".
Poi l'audio va avanti. Va avanti. Arriva l'audio del marconista dell'Agip Abruzzo "siamo incendiati ... siamo incendiati ... una nave probabilmente c'è venuta addosso ... Livorno ci vede e ci vede con gli occhi". Angelo ride "alla faccia della nebbia ... ma ti rendi conto quanto ci hanno preso per il culo?".
Gli chiedo: tu hai capito come mai il Moby Prince non riesce a comunicare? Perché la radio già prima non funzionava bene "aveva problemi sì, però poi vai a sapere cos'è successo ... hanno trovato le antenne tranciate ... poi il marconista ha dovuto abbandonare la postazione perché la plancia é stata investita subito dal petrolio in fiamme ... quindi ha preso il portatile ...".
Arriva Cannavina nell'audio "l'Abruzzo é incendiata bisogna mandare immediatamente i mezzi anticendio ...".
Angelo raccoglie "ma ti sembra normale che da cinque minuti nessuno in capitaneria risponde?".
Gabriele "l'ultimo segnale del Moby Prince é debole e lo senti dieci venti minuti dopo più ci sono quei possibili segnali in morse".

Praticamente Angelo tu ti sei fatto questa idea: c'è stato un problema nella petroliera, si sono spente tutte le luci, é uscito il vapore e si vedevano gli sfilazzi. Lì sotto facevano dei traffici "non dimenticare anche la manichetta innestata" ecco e quindi siccome c'erano, ipoteticamente dei traffici, passa il Moby Prince e gli sfila accanto e quindi vede poi, per un'avaria fa un'evoluzione e centra la petroliera. "Le sfere alte sapevano e non hanno fatto niente per soccorrerli" quindi il concetto per cui potresti riaprire il processo é dimostrare in qualche modo "il dolo". Sì il dolo che sta nel fatto di dire siccome sapevo che c'erano dei traffici e avevo dei testimoni potenziali li ho lasciati morire, bruciati, perché potevano testimoniare quello che accadeva in mare, é questa l'idea ... ci pensa un attimo e quasi dimesso dice "sembra assurdo ma". No. Non sono quel tipo di persona Angelo. Glielo dico esplicitamente: non penso che sia assurda. Non penso nemmeno che i familiari non siano riunibili su un'ipotesi del genere, cioè che ci sia stata una copertura perché i soccorsi sono una cosa che vi unisce. "I soccorsi non ci sono stati. Anche quando hanno trovato il Moby Prince l'hanno lasciato bruciare ... se tu mi dici prima sono stati incapaci di trovarlo ... cazzo ma quando lo trovi ... che ne sai che sono tutti morti, ricordati che Bertrand dice c'è gente da salvare ... poi ritratta ... perché non metti venti rimorchiatori sul traghetto? Dall'Abruzzo erano già scesi i passeggeri di là c'erano tutti i passeggeri". La spiegazione é stata data sulle condizioni del traghetto. Dicevano che i vigili del fuoco non potevano salire. "Ma poi non buttavano acqua ... se tu vedi le immagini ... il rimorchiatore ... lo scrive il comandante ... mica è scemo dice ... io vado verso il Moby Prince ma l'ufficio mi manda verso la petroliera ... lo scrive sul brogliaccio".
Chi dovrebbe parlare Angelo sul Moby Prince? Al di là di questo lavoro enorme che state facendo di ricostruzione. Chi potrebbe risolvere questa cosa qua secondo te? Chi è la figura che secondo te potrebbe parlare oggi? "Mi fai una domanda ... Albanese, il Comandante dei Vigili del Fuoco Ceccherini ... quelli che dovevano organizzare i soccorsi ... hanno fatto in modo che non ci fossero i soccorsi sopra ...".
Angelo torna a casa. Ha solo mezzora. Poi andremo insieme in Ospedale. Ho preso i permessi per riprenderlo. Lui però é in imbarazzo. Da Gabriele mi ha chiesto per cortesia di non seguirlo dentro. Perché si imbarazza. E' giusto. Facciamo solo il necessario è poi andiamo via. Ma dobbiamo farlo bene. Salutiamo Gabriele. Prendiamo un taxi. Dieci euro. Poco penso. E' andata bene.
A casa conosco Bettina la moglie di Angelo e rivedo i figli. Stanno guardando la televisione. Domani partono. Un po' di vacanza. Sono una famiglia felice. Due medici, due bambini. Una bella casa. Un equilibrio. Come disse Ivanna a Mauro "é bellissimo tutto questo. Questo dimostra che la vita, la vita deve andare avanti in un modo o nell'altro". Eccola la verità del Moby Prince. La vita é andata avanti. Uno dei figli di Angelo si chiama Ugo. Come il padre. In casa vedo un targa. Data 1946. Leggo il nome Angelo Chessa. Penso forse fosse suo nonno. I nomi dei figli sono i nomi dei nonni. Questa cosa mi ricorda la Sardegna. La vita è andata avanti. Senza dimenticare da dove viene.
In macchina ci rilassiamo. "In macchina le riprese le avete già fatte no?". Sì rilassati. Ridiamo. E' stata dura. Per Angelo questo documentario finora é stato abbastanza duro. Lui non è come Loris. Lui é più simile a Mauro. Ci sono cose che lo imbarazzano. Cose che preferirebbe la telecamera non riprendesse. Diversamente da tutti gli altri, una di queste é proprio lui. L'idea di essere ripreso non é propriamente una sua vocazione. Ora però inizia ad esserci entrato in relazione. Arriviamo in Ospedale e lo capiamo. Facciamo dei piani sequenza molto validi. Lui non guarda in camera. "Hai imparato!". Ridiamo. Dopo lunghi corridoi e un montacarichi arriviamo nello studio dell'altra volta. Questa volta siamo autorizzati. Facciamo il nostro lavoro in libertà. L'Ospedale San Paolo é stato molto cortese. Anzi. L'Ospedale San Paolo non può essere cortese perché è una cosa. I responsabili relazioni con il pubblico dell'Ospedale San Paolo sono stati molto cortesi e meritano un riconoscimento.
Angelo imbocca l'ultimo tratto di tunnel. Manca una decina di metri. Si ferma. Un attore sarebbe andato avanti senza salutare. Lui si ferma e ci saluta. Poi torna un passo indietro e rifà la scena. E' stato disponibile e ancora una volta questa disponibilità la voglio riconoscere. Perché é stato difficile e non era scontato. Perché fa piacere vedere quanto queste persone, segnate da una tragedia così grande, non abbiano perso la disponibilità verso chi la merita. Addirittura la fiducia incondizionata. Come quando venti minuti prima mi ha detto "ora come ci vai a Rozzano da tua cugina?" prendiamo il quindici "ma come il quindici?" li so più io i mezzi di Milano di te, metro fino a abbiate grasso e poi quindici "ma scusa facciamo una cosa ti lascio la macchina e poi me la riporti domani mattina alla fine del turno" grazie ma meglio di no, sai qualche mese fa alla macchina di mio cognato gli hanno dato fuoco sotto casa sinceramente mi scoccerebbe un po' rischiare "ma dai! ma figurati ... é così pericoloso?" preferisco non rischiare. Grazie ma preferisco di no. Se poi la prendevo eri il secondo familiare del Moby Prince a farmi guidare la propria macchina dopo Ivanna.
Ridiamo.
Ci rivedremo a ottobre per vedere l'anteprima tutti insieme "ok". Ma dove vai in vacanza? "Prima andiamo all'Elba con amici poi in barca ...". Dai ... sai che all'Elba a Marciana Marina la sorella di Francesca ha un negozio? "ma dai ... e qual è?". Vedrai lo conosci é un negozio di artigianato orafo molto particolare ... é fatto a grotta "con la sabbia in terra ... ma dai ... bello ... ci siamo stati con Bettina l'anno scorso ... allora glielo dico se ci vado che ci conosciamo ... ma pensa ..."
Penso é una cosa bella.
Se poi ci sono novità come sai ti chiamo e te le dico. "Ok grazie Francesco, ci sentiamo".
Grazie a te. Grazie a voi penso. Mi avete permesso di entrare nelle vostre case, di ascoltare le vostre storie, di parlarne, di illuminare zone di conflitto tra di voi e discuterne, di conoscervi e conoscere le persone a voi care. Non era scontato.

Vi ringrazio. Spero di avervi reso qualcosa. E soprattutto di rendervelo nel prossimo futuro. 

 

Ascoltare le voci di allora

....complimenti per il vostro

....complimenti per il vostro lavoro, nn fermatevi, è una tragedia che merita delle risposte! dove si può vedere o trovare il vostro documentario?
saluti

Buongiorno e grazie per il

Buongiorno e grazie per il tuo commento. Per il momento il documentario è alle fasi finali del montaggio. Sul nostro sito potrai trovare tutte le informazioni sugli sviluppi futuri e sulla distribuzione.

 

saluti